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L’edilizia continua a spingere, ma la locomotiva Usa sbuffa con meno convinzione

L’attività immobiliare negli Stati Uniti continua a mandare segnali di miglioramento, fatto che lascia pensare che il settore sta ricominciando a crescere. Nel mese di giugno sono stati infatti avviati a costruzione 760mila immobili, il 6,9% in più rispetto ai livelli del mese precedente (rivisti al rialzo a 711.000 unità). Il dato, ai massimi da ottobre 2008, è risultato migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano una crescita del 5,2 per cento a 745.000 unità. Su base annuale l’indice risulta in rialzo del 23,6 per cento. Secondo i dati resi noti dal dipartimento del Commercio - solitamente utili a decifrare la salute dell’economia -  le costruzioni di case monofamiliari - che rappresentano il 71% dei cantieri avviati - sono cresciute del 4,7% a 539.000 unità e al massimo da aprile 2010.  In calo, invece, i permessi per le costruzioni, che anticipano l’attività futura del settore edilizio e che sono diminuiti del 3,7%, a 755.000 unità.

Sul resto del fronte congiunturale statunitense sono da registrare segnali generalmente deboli in tutti i settori, come dimostrano anche i dati diffusi ieri e relativi sempre al mese di giugno: i prezzi al consumo sono risultati invariati come nelle previsioni (+1,7% su base annua), mentre la produzione industriale è aumentata dello 0,4% mensile (con l’utilizzo della capacità produttiva salito al 78,9% dal 78,7% di maggio (rivisto da 79%). Dati che danno supporto all’opinione che l’economia Usa sia in fase di rallentamento e stabilizzazione su un livello di crescita basso.

Non a caso ieri, nell’audizione in Senato per la presentazione del Monetary Policy Report, il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha confermato di essere pronto ad agire. Il numero uno della banca centrale americana non ha dato indicazioni riguardo al tipo di eventuali ulteriori interventi e non ha specificato i “nuovi strumenti” che il Fomc (il comitato di politica monetaria che decide sui tassi) starebbe considerando, ma ha confermato che vengono considerate diverse opzioni. Fra queste, probabilmente, un quantitative easing3 - ovvero un ulteriore acquisto di bond entro i prossimi quattro o cinque mesi - e uno spostamento in avanti della data attesa per il primo rialzo dei fed funds.

Il Beige Book in arrivo stasera dovrebbe confermare quanto emerso dagli ultimi dati congiunturali e aggiungere il suo nulla osta per nuovi interventi di stimolo monetario.

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